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Entanglement quantistico, cos'è, come funziona e a cosa serve

Pubblicato il 16/07/2026


L'entanglement quantistico è il fenomeno più controintuitivo della fisica moderna e, insieme, la risorsa più preziosa delle tecnologie quantistiche, perché senza di esso non esisterebbero il vantaggio computazionale del computer quantistico, la crittografia a chiave quantistica né il teletrasporto di stati. In questa guida rispondiamo alle domande più frequenti, dalla definizione rigorosa a come si genera in laboratorio, dal celebre dibattito con Einstein al teorema di Bell e agli esperimenti premiati con il Nobel 2022, fino alle applicazioni concrete e a come studiare il fenomeno in un ambiente di emulazione quantistica, dove ogni correlazione è ispezionabile senza distruggerla. La lettura non richiede prerequisiti matematici, tranne che nella sezione dedicata agli stati di Bell, pensata per chi cerca il formalismo.

Che cos'è l'entanglement quantistico?

L'entanglement quantistico è una correlazione tra due o più sistemi che non ha equivalente classico, perché lo stato complessivo è definito con precisione, mentre gli stati dei singoli componenti, presi da soli, non lo sono affatto. Misurare uno dei due sistemi determina istantaneamente l'esito correlato sull'altro, indipendentemente dalla distanza che li separa. Non si tratta di correlazione statistica ordinaria, come due guanti dello stesso paio spediti in città diverse, dato che le correlazioni entangled violano vincoli matematici che qualunque spiegazione classica dovrebbe rispettare. La voce di Wikipedia offre un inquadramento storico complementare a questa guida. Il termine fu coniato da Erwin Schrödinger nel 1935, che lo definì il tratto caratteristico della meccanica quantistica, più che uno dei tanti aspetti della teoria, e l'intera disciplina dell'informazione quantistica gli ha finito per dare ragione.

Come si crea una coppia di particelle entangled?

In laboratorio le tecniche sono ormai di routine. Con i fotoni si usa la conversione parametrica spontanea, in cui un cristallo non lineare converte un fotone ad alta energia in una coppia di fotoni correlati in polarizzazione. Con gli ioni intrappolati e i circuiti superconduttori, l'entanglement si genera facendo interagire due qubit tramite una porta a due qubit, tipicamente una CNOT preceduta da una Hadamard. Nei processori quantistici questa è un'operazione elementare ripetuta milioni di volte, e la qualità con cui viene eseguita, la fedeltà, è una delle metriche che separano un dispositivo utile da un esperimento dimostrativo.

Il circuito Hadamard più CNOT

Vale la pena spiegare cosa significa in pratica questa combinazione di Hadamard e CNOT, perché è il circuito più citato di tutta l'informazione quantistica. La porta di Hadamard, applicata a un singolo qubit inizializzato a zero, lo porta in una sovrapposizione paritaria di zero e uno, così che il risultato di una sua misura diventi imprevedibile al cinquanta per cento. Applicando poi una CNOT, con quel qubit come controllo e un secondo qubit come bersaglio, il valore del secondo qubit viene capovolto soltanto nei casi in cui il primo vale uno, e questo lega i due qubit in un'unica sovrapposizione condivisa invece di lasciarli indipendenti. Il risultato è uno degli stati di Bell, in cui i due qubit restano correlati qualunque cosa accada dopo, anche se vengono separati fisicamente. Per questo la coppia Hadamard più CNOT è diventata il modo standard, in ogni libro di testo e in ogni framework di programmazione quantistica, per costruire entanglement a partire da qubit inizializzati indipendentemente.

Coppia di particelle entangled generate da una sorgente: la misura su una determina l'esito correlato sull'altra
Una sorgente genera due particelle entangled, gli esiti delle misure restano correlati a qualunque distanza.

L'entanglement permette di comunicare più veloce della luce?

No, e il punto merita chiarezza perché è l'equivoco più diffuso. Gli esiti delle misure su ciascun sistema sono individualmente casuali, tanto che chi osserva la propria particella vede una sequenza di risultati imprevedibili, identica a un lancio di monete. La correlazione emerge soltanto quando i due osservatori confrontano i propri registri, e quel confronto richiede un canale di comunicazione classico, vincolato alla velocità della luce. Il teorema di non-comunicazione formalizza questa impossibilità. L'entanglement quantistico è quindi una risorsa di correlazione, non un canale di trasmissione, una distinzione essenziale per valutare con serietà qualunque proposta tecnologica. Lo stesso vincolo spiega perché i titoli giornalistici sulla trasmissione istantanea siano fuorvianti, perché ciò che si distribuisce istantaneamente è la correlazione, non il messaggio, e nessun protocollo può aggirare il limite relativistico.

Cosa sono gli stati di Bell?

Gli stati di Bell sono i quattro stati massimamente entangled che si possono formare con due qubit, e rappresentano il caso più semplice e allo stesso tempo più istruttivo di entanglement puro. Nessuno di essi si può scomporre nel prodotto di due stati indipendenti a singolo qubit, perché il singolo qubit, preso da solo, non contiene alcuna informazione definita, dato che tutta l'informazione vive nella correlazione tra i due. Sono anche la base concreta su cui si costruiscono le principali applicazioni dell'entanglement, dal calcolo quantistico alla crittografia fino al teletrasporto.

La notazione degli stati di Bell

In notazione formale, i quattro stati di Bell sono |Φ±⟩ = (|00⟩ ± |11⟩)/√2 e |Ψ±⟩ = (|01⟩ ± |10⟩)/√2. La matrice densità ridotta di ciascun sottosistema è massimamente mista, e il grado di entanglement si quantifica con l'entropia di von Neumann del sottosistema, che per uno stato di Bell vale esattamente 1, un ebit, l'unità di misura della correlazione quantistica.

Cosa dimostrano il teorema di Bell e gli esperimenti?

Nel 1964 John Bell dimostrò che qualunque teoria a variabili nascoste locali impone un limite preciso alle correlazioni osservabili, tanto che nella formulazione CHSH il parametro di correlazione S deve soddisfare |S| ≤ 2, mentre la meccanica quantistica prevede fino a 2√2. Gli esperimenti condotti dagli anni Settanta in poi, chiudendo progressivamente ogni scappatoia sperimentale, hanno misurato violazioni nette della disuguaglianza, confermando che la natura si comporta esattamente come prevede la teoria quantistica. Per questi risultati Alain Aspect, John Clauser e Anton Zeilinger hanno ricevuto il Premio Nobel per la Fisica 2022.

Schema di un test di Bell: sorgente di coppie entangled, misure indipendenti con angoli casuali e confronto CHSH
Il valore CHSH misurato supera 2, le variabili nascoste locali sono escluse.

Perché Einstein lo chiamava "azione spettrale a distanza"?

Nel celebre articolo EPR del 1935, Einstein, Podolsky e Rosen sostennero che le correlazioni quantistiche implicassero o un'inaccettabile azione istantanea a distanza, la "spukhafte Fernwirkung", o l'incompletezza della teoria, che avrebbe dovuto essere integrata da variabili nascoste. Il dibattito rimase filosofico per trent'anni, finché Bell lo trasformò in una domanda sperimentale, e l'esito è ormai noto, perché le variabili nascoste locali sono escluse dai dati. La lezione metodologica resta attuale, dato che un'obiezione concettuale ben posta, anche se sbagliata, può fondare un intero campo di ricerca, quello dell'informazione quantistica, oggi studiato da istituzioni come l'INFN.

Che ruolo ha l'entanglement quantistico nel calcolo?

L'entanglement è la risorsa che separa il calcolo quantistico da quello classico. Un circuito che non genera entanglement produce stati fattorizzabili, efficientemente simulabili da un computer tradizionale, come formalizzano il teorema di Gottesman-Knill e i risultati sulla simulabilità classica. Gli algoritmi quantistici che promettono accelerazioni reali, dalla fattorizzazione di Shor alla stima di fase, costruiscono e manipolano stati altamente entangled su molti qubit. In termini pratici, quando si valuta la potenza di un processore, la capacità di generare e mantenere entanglement di qualità su molte coppie conta più del semplice numero di qubit dichiarato. Vale inoltre una proprietà di scarsità detta monogamia, per cui quanto più due sistemi sono correlati tra loro tanto meno possono esserlo con terzi. È un vincolo strutturale che i progettisti di circuiti devono gestire, perché distribuire le correlazioni dove servono è parte del mestiere.

Come si usa l'entanglement in crittografia e teletrasporto?

Le applicazioni più mature sono due. La distribuzione quantistica di chiavi, nei protocolli basati su coppie entangled come E91, consente a due parti di generare una chiave segreta la cui sicurezza è garantita dalla fisica, dato che ogni intercettazione degrada le correlazioni e viene rilevata. Il teletrasporto quantistico trasferisce lo stato di un qubit consumando una coppia entangled e due bit classici, ed è il mattone delle future reti quantistiche. Entrambe le tecniche si collegano al tema della crittografia post-quantistica, perché la prima è una difesa fisica e la seconda una difesa matematica, e le strategie serie le valutano insieme. Sul piano industriale, reti metropolitane di distribuzione quantistica di chiavi sono già operative in diversi paesi, tipicamente su fibra ottica dedicata, segno che la tecnologia è ormai oltre la fase di laboratorio, anche se costi e distanze restano vincoli concreti.

Come si studia l'entanglement quantistico in emulazione?

Su hardware reale l'entanglement è osservabile solo indirettamente, perché la misura distrugge lo stato e caratterizzare le correlazioni richiede tomografia, costosa e statistica. In un emulatore, come la piattaforma EQM utilizzata da HumanQ, lo stato completo del sistema è invece accessibile in ogni istante, così che si possono calcolare esattamente entropie di entanglement, concurrence e fedeltà, osservare come le correlazioni si costruiscono porta dopo porta e verificare come il rumore le degrada. Per la formazione e la ricerca applicata è un vantaggio decisivo, perché si vede ciò che sull'hardware si può solo inferire. È la differenza tra studiare una scatola nera e una trasparente.

Quali applicazioni future apre l'entanglement quantistico?

Le direzioni più promettenti per il futuro sono principalmente tre.

  • Reti quantistiche e quantum internet. Distribuiranno entanglement su scala geografica per collegare processori e sensori.
  • Metrologia quantistica. Stati entangled che superano i limiti classici di precisione nella misura di tempo, campi e gravità.
  • Calcolo distribuito. Più processori che condividono correlazioni per affrontare problemi troppo grandi per uno solo.

L'Europa investe su tutte e tre le linee tramite la Quantum Flagship. Per le imprese, il messaggio è che l'entanglement quantistico sta uscendo dai laboratori, e chi ne comprende oggi le logiche sarà pronto quando diventerà infrastruttura. Il realismo impone comunque una nota finale, perché la distribuzione su lunga distanza richiede ripetitori quantistici ancora immaturi, e le stime serie parlano di molti anni per una rete globale, mentre le applicazioni metropolitane e di laboratorio sono già una realtà misurabile.

Osserva l'entanglement, non solo i suoi effetti

Con la piattaforma EQM utilizzata da HumanQ puoi costruire stati entangled, misurarne le proprietà in modo esatto e formare il tuo team sui fondamenti del calcolo quantistico. Scopri l'emulazione quantistica, approfondisci il qubit o contatta il team HumanQ per un progetto su misura.